L'eccellenza della sanità lombarda è un mito da sfatare.
Oggi ho chiamato l'Ufficio ricoveri di un importante IRCCS perché il 9 febbraio 2026 sono stata messa in lista d'attesa con ricovero a 180 giorni per un intervento, volevo avere una data indicativa.
Non ho chiesto se fossero giorni lavorativi o di calendario ma ho scoperto che durano circa 60 ore l'uno.
"L'equipe del Professore ha un ritardo nella lista d'attesa di due anni", mi ha aggiornata la gentile operatrice al telefono (avevo atteso anche pazientemente 20 minuti per non perdere la priorità acquisita ed ero solo la terza in coda).
Non ho avuto la prontezza di spirito di chiedere quali sarebbero stati i tempi qualora avessi optato per una prestazione da solvente e non in regime di Servizio Sanitario Nazionale.
Poco dopo ho telefonato al CUP di Regione Lombardia, da quattro mesi sto cercando un posto per una visita connessa al percorso oncologico. "Signora, abbiamo un posto verso la fine del 2028 presso la struttura XYZ (che, guarda caso fa parte dello stesso gruppo di cui alla prima parte del post), altrimenti per il 2029 dovrebbe esserci su Legnano. Però può chiamare direttamente questa struttura in provincia di Como e questa fuori Milano mentre per questa terza deve recarsi di persona presso lo sportello in via Tal dei Tali perché non accettano prenotazioni telefoniche. Queste altre strutture invece eseguono la prestazione ma per altre motivazioni, non la sua".
Qui bisogna essere davvero ricchi per non morire per malattia da giovani.
Ah, la visita che ha determinato l'inserimento nella lista d'attesa per l'intervento l'avevo ottenuta in circa venti giorni. In regime di solvenza (pagando). 230,00€. Anticipati al momento della prenotazione.













