Volevo lasciare.
Sia il coro che l'associazione fotografica.
Ma ci sono novità nel primo, cambio della direttrice/maestra per sopraggiunti impegni di quella precedente e stavolta mi piace, più tranquillo, dopo una lunga giornata fuori, ma anche con tanti spunti per migliorare. Non che Gio non me li desse ma il gruppo era diventato caotico.
Alcuni scatti ben riusciti mi hanno fatto tornare la voglia di provare, nonostante il pochissimo tempo. Stavolta alle mie regole: la tecnica è importante, catturare il momento e trasmettere le sensazioni che provo io di più. Quindi "istantanee" meno frettolose e approssimative. La serata di ieri è stata davvero interessante, ho portato a casa diversi spunti e tanta voglia di migliorare.
Mesi di prove, tutti i lunedì, i contralti da una parte, i soprani dall'altra, i pochi uomini rimasti da soli o con i soprani.
Sedici brani famosissimi, che tutti sanno a memoria, dagli anni '60 ("Ciao amore, ciao", 1967, Luigi Tenco) a quelle più recenti ("Senza fare sul serio", 2015, Malika Ayane), passando da altri 14 capolavori indimenticabili della musica d'autore italiana.
Poi su "Pescatore" le prime gocce. Su "Diamante" si sono fatte più decise, con i lampi ad illuminare il cielo.
Abbiamo saltato otto canzoni e siamo approdati a quella prevista per il finale. "Urlando contro il cielo".
Perché quel cielo da minaccioso si è trasformato in una cataratta. E lo spettacolo non è proseguito.
Cantando questi testi, apparente vecchi ma spesso attualissimi, mi sono più volte commossa come non mai, perché solo ripetendoli li capisco davvero bene, li sento miei, sembrano brani della mia vita.
E proprio la meno recente è tutt'ora attualissima. Ascoltate qua.