Vado verso i 16 mesi ininterrotti di lavoro da casa ormai inizio ad assuefarmi un po' a tutto: alla vita lavorativa isolata, a una convivenza alveare con i figli, che abitano ciascuno la propria stanza per uscirne solo per le necessità fisiologiche (i pasti vengono considerati tali anche se sollecitati con urla beluine "è prontoooooo!!!!!" che si presentano anche i bambini di Tokyo), all'abitudine di curare le piante sul balcone prima di iniziare a lavorare, a bere il caffè praticamente puntualmente alle 10 al bar sotto casa.
Tutti i giorni uno uguale all'altro, nemmeno il brivido di un treno in ritardo o il terrore di un treno soppresso.
E rientrare, per quanto mi manchi il vero lavoro di gruppo, sarà sempre più difficile.
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