Oggi è la festa della Liberazione (ma non solo), data importante per l'Italia, poco studiata, poco conosciuta, soprattutto poco capita e rispettata.
Si parla in questi mesi di privazione delle libertà, di mascherine che ci imbavagliano, di dittatura di vaccini.
Chi parla sicuramente non ha studiato abbastanza, non ha mai ascoltato i racconti dei propri nonni o dei propri genitori. La crisi, la fame, la povertà di oggi, a mio avviso, sono la conseguenza troppo spesso dell'ingordigia e della mancanza di lungimiranza, di prudenza e di progettualità del proprio futuro, che passa anche dal risparmio sulle piccole cose, su rinunce perché si preferisce la vita del Michelasso, il tutto e subito, dimenticandoci che quello che siamo e che abbiamo oggi lo dobbiamo a chi per noi ha combattuto, ha perso la libertà e la vita, ha resistito per gli altri prima ancora che per sé stesso.
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