mercoledì 17 marzo 2021

Convivenze coi maschi

 Solo ieri ho letto della pubblicità Ikea:


So che è per lo più riferita ai mariti, fidanzati, compagni ma va estesa a tutti i conviventi, che siano banali coinquilini che suddividono le spese, che siano i figli.

Spesso ho pensato di essere nata con 15 anni di ritardo, non avendo vissuto il femminismo anni '70 in quanto bambina, ma non è questione di reggiseni o vagine, o meglio, non solo, non è questione soltanto di minigonne che secondo la stortura dell'immaginario maschile invitano allo stupro. E' questione solo di rispetto.

Quest'anno di convivenza similreclusione con due maschi adolescenti mi ha ancora più convinta del mio credo. E se quando erano bambini il mantra era "mettiamo via insieme i giocattoli perché così poi abbiamo il tempo per guardare insieme i cartoni animati", adesso si è modificato in "come vedete, lavoro tutto il giorno mentre voi, dopo la scuola, siete nullafacenti. Ma siccome convivete con me, dovete anche condividere le fatiche domestiche. Se volete, stabiliamo dei turni, ma da sola non posso farcela."

Il sedicenne ha recepito abbastanza bene il messaggio, tanto da dirmi "sai, mamma, quando andrò a vivere da solo, tu mi hai insegnato a fare tutto e non avrò problemi". Il diciottenne, che sa fare ma sta impersonando l'uomo Denim, quello che non deve chiedere mai, si ostina a vivere in semipigiama (o la parte sopra o quella sotto, non ho capito con quali logiche), recluso al buio nella sua tana, sfidandomi ogni volta che chiedo o dico di passare uno straccio, l'aspirapolvere, svuotare la lavatrice o la lavastoviglie.

La speranza che facciano da soli queste ultime cose è ancora molto lontana, ma non demordo.

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