Bel giallo, scorrevole, colpo di scena finale perché stavolta all'assassino non c'ero arrivata per niente.
Giovanni Buonvino, che nella mia testa ha ormai il volto di Giorgio Marchesi per via della serie TV, vegeta in un ufficio polveroso da anni, schernito dal suo capo e dal di lui perfido braccio destro a causa di un errore risalente ad anni prima.
Vogliono però creare un presidio di polizia a Villa Borgese, per dare un senso di sicurezza ai frequentatori.
Silvestre e Razzetti gli hanno confezionato una squadra degna dell'armata Brancaleone ma Buonvino se ne renderà conto solo nel momento in cui prenderà servizio.
Mentre i due lo sfottono con l'elenco dei misteri che dovrà risolvere, dal furto dei palloni Santis allo smarrimento del gattino, Giovanni si ripromette si riscattarsi e intanto cerca la ex moglie.
Peccato che poco dopo il suo arrivo al commissariato, Buonvino e la sua squadra si trovano davanti una stranissima coppia borseggiata e soprattutto un cadavere.
Grazie al lavoro di squadra, però, il nuovo commissario risolve il caso e giusta punizione colga i due che pensavano di avergli tirato solo uno scherzo di pessimo gusto.

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