domenica 25 agosto 2019

Differenze

Venerdì pomeriggio, incrocio tra via Verdi, via Manzoni e piazza della Scala.
Lei ha un incedere regale, quasi ieratico, nel suo metro e ottanta di altezza per una cinquantina scarsa di chili, direi occhio e croce.
Io arranco su una bike-me che fa concorrenza alla mia scassona gialla e sembra quasi che stia guidando un trattore da tenere in bilico tra pavè e rotaie, nel mio metro e sessantasette per settantaquattro chili.
Lei indossa un look total animalier, dai sandali superflat quasi invisibili ma con strisioline sufficienti da far notare lo stile maculato e un robe-manteau di seta che si apre davanti.
Io ho appiccicato alla pelle un vestitino di Desigual ben riempito di rotondità sparse e ai piedi un paio di sandali tacco 7 squadrato che strizzano i piedi sofferenti per la calura.
Lei ha una shopping bag che conterrà sicuramente solo le chiavi di casa,  il cellulare, la carta di credito e un documento d'identità.
Io ho nel cestino tutto l'essenziale che mi serve per stare fuori casa 12 ore, dalla pezza per asciugare il seggiolino della bicicletta alla borraccia ormai vuota passando per la schiscetta, senza tralasciare caricabatterie-ricamo-libro-varie ed eventuali-imprevisti e probabilità, praticamente un trasloco.
Lei oscilla il braccio libero per scoprire la gamba chilometrica tonica e abbronzata o per ricoprirla al passo successivo. Casualmente... forse...
Io tiro giù l'orlo del vestito che la pedalata fa sollevare, mostrando i segni dell'insufficienza venosa che il residuo dell'abbronzatura non nasconde minimamente.
Lei ha capelli che non sembrano soffrire il caldo, l'afa, lo smog.
Io ho un mollettone di Tiger che è pericolosamente in bilico sulla nuca.
Certo che quell'abito di seta su di me sembrerebbe una vestaglietta comprata dai cinesi e ci spazzerei pure il marciapiede, visto che occhio e croce arriverei alla sua ascella.
Ognuna delle due integrata apparentemente nel proprio io.
Bello girare Milano in bici o a piedi e osservare i contrasti umani che rendono viva la città.

sabato 24 agosto 2019

Il primo amore non si scorda mai

L'occasione, una mostra fotografica particolare, scatti fatti da fotografi che cercano un riscatto.
Il luogo, la splendida sede della Banca Commerciale Italiana in piazza della Scala 6, tanto austera e severa fuori, tanto da togliere il fiato al suo interno, con ancora evidenti le tracce del suo passato prezioso:









Ma il parcheggio delle bici del Comune, mio mezzo prediletto per andare in giro per Milano quando posso, sta dall'altro lato della Galleria, invasa solo da turisti di ogni nazionalità. Il toro è snobbato da quasi tutti, i bastoni per selfie abbondano, gli idiomi si mescolano, cerco di indovinare le loro provenienze, americani, giapponesi, tedeschi, nordici... qualche raro milanese si riconosce dal passo svelto e quasi indifferente verso il salotto buono della città, abituato al suo lustro e al suo lusso.
Vietato non fermarsi al centro e guardare in su:
E poi esci dalla parte opposta e c'è lui:
Come non amare Milano?




venerdì 23 agosto 2019

Un passo dopo l'altro

Questa settimana mi è presa così, complice Giusy, rientrata al lavoro prima del resto della sua famiglia.
Dall'inizio della settimana, quando io torno a casa col treno stanca e disfatta, andiamo a camminare.
Questo è indicativamente il consuntivo di fine giornata, anche se in realtà parto da circa 8.500-10.000 passi (tra i 6 e i 7,5 km), che sono quelli che faccio in casa e nella parte lavorativa della giornata (stazione-ufficio, stampante, pausa pranzo, rientro, eccetera...)
Lunedì:
Martedì:
Mercoledì:
Giovedì:
Sono comunque distanze di tutto rispetto, tra i 6 e i 9 km a sera. La compagnia mi fa stare bene ma anche camminare poi da sola, la musica nelle orecchie, non è da meno. 
Stasera mi fermo in centro, quindi niente camminata salutistica ma solo museale.
Per la prossima settimana, i programmi sono altri.

giovedì 22 agosto 2019

Grey

Dopo le cinquanta sfumature di grigio, rosso e nero, ecco di nuovo la storia di Christopher Grey e Anastasia Steel, vista con gli occhi di lui.
Che dire? Ripetitivo ma il classico libretto erotico da leggere senza impegno, un "harmony" col quadruplo delle pagine.

mercoledì 21 agosto 2019

Pomeriggi

Anche passare una domenica pomeriggio con due amiche a chiacchierare, mangiare torte e ricamare è piacevolissimo!

martedì 20 agosto 2019

Cuore n. 2

Stavolta l'ho centrato:
Anche se non mi ci sono molto impegnata perché l'ho ricamato nei ritagli di tempo, è stato velocissimo, pronto per unirsi ad altri uguali o simili, da regalare a una ricamina che deve riprendersi. Un cuore fatto col cuore.

lunedì 19 agosto 2019

Ingarbugliata

La mia vita è ingarbugliata, i miei pensieri sono ingarbugliati, come questo braccialetto che è peggio del cubo di Rubik:
Ma riuscirò a rimettere a posto entrambi.

domenica 18 agosto 2019

Fuori programma

Ieri ero stufa di stare a casa.
Nel tardo pomeriggio ho preso la macchina e sono andata a fare un giro a Como, con l'intenzione di salire finalmente a Brunate con la funicolare.
La giornata non era certo delle migliori ma è finita decisamente in modo piacevole, a cena con amici incontrati per caso.




Devo vincere più spesso la pigrizia, dettata dal fatto che vado in giro sola, perché tanto a stare sul divano a rimuginare non serve a nulla.

sabato 17 agosto 2019

Grigio

Fuori è grigio. Non scuro da pioggia.
Quel grigio incerto che non ti fa venire voglia di niente, né una gità né energici lavori domestici.
Ringrazi di non aver preso un treno verso qualche meta per il fine settimana ma ti impigrisci, avresti potuto visitare una mostra, un museo, una città, stare spaparanzata su un lettino.
Colpa tua, della pigrizia, della stanchezza di far le cose da sola.
Non va bene così, non basta lo stereo, un cd, la casa, parlare da sola.
Non basta più.

venerdì 16 agosto 2019

E anche...

questo Ferragosto ce lo siamo tolti di torno.
Indolente, solitario, noioso.
Solo la serata al fresco sul balcone, ricamo e un limoncello è stata rilassante.
Inizio a odiare queste settimane in solitaria, dove tutti sono via compresi i ragazzi e io lavoro e se voglio fare qualcosa, lo faccio da sola ma mi rompo.
Oggi si lavora, niente ponte. Forse è meglio così.