Ma proprio brutto. Bruttissimo.
Era in omaggio con Intimità, di una scrittrice romance che alcuni anni fa ho letto tantissimo e ho comprato il numero con l'allegato.
Stephanie si ritrova sola, alla soglia dei 40 anni, due figli e una rendita da fondo fiduciario, abbandonata dal marito che ha sempre vissuto di espedienti lavorativi e che ha trovato una nuova fidanzata che ha il fondo fiduciario più elevato rispetto a quello della protagonista.
Dopo una serie imanela di "autoctoni" poco convincenti, vola a Parigi perché l'ex era in Costa Azzurra coi figli e lei decide di riprenderli in terra francese prima di andare in vacanza con loro negli Hampton.
Nella Ville Lumière incontra Peter, un affascinante americano che vorrà rivederla in terra natia.
Fin qui tutto normale, si rivedono, intraprendono una caduta relazione osteggiata dalla figlia maggiore di Stephanie finché l'uomo deve andare in California per lavoro e fa una sorpresa alla donna: le invia un uomo bionico che lui stesso ha sviluppato a sua immagine e somiglianza. Un clone talmente uguale che a Steph prende un colpo. Differisce dall'originale solo per l'abbigliamento iper eccentrico.
Da qui parte la storia brutta, un'alternanza di convivenza con l'eccentrico Paul e con Peter e i suoi blazer.
I due non si incontreranno mai.
Non è un gemello, non è lui stesso, schizofrenico. Sono proprio due esseri diversi con i quali Stephanie intraprende una relazione. Fino alla faticosa conclusione, forse scontata o forse solo scritta in modo pessimo dove tutti vissero ignari, felici e contenti.
Nonostante la pessima e dilungata trama, non vi ho detto il finale né mi sento di consigliarvi una buona lettura di questo libro.

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