Seconda avventura per Vani Sarca, la ghostwriter di un'antica e prestigiosa casa editrice torinese che ha la propensione... a cacciarsi nei guai.
Per delle ricette, poi, lei che detesta cucinare e vive di birra scura, patatine al formaggio e scotch wiskey, come ben ricorda il suo ex fidanzato Riccardo.
Ex che non vuole restare tale ma Vani non è molto d'accordo.
Per il momento, però, si trova ad aver a che fare con la Torino bene di una nota casa di moda, con un omicidio confessato dall'ottuagenaria cuoca della famiglia Giay Marin (i sarti di alta e raffinata moda), con le ricette che il commissario Berganza le insegna, quelle di cui lei deve scrivere condendole con gli aneddoti di famiglia, e con una strampalata e giusto un tantino isterica food blogger rosa dipendente. Ovviamente, Vani non può che tirare fuori il suo lato oscuro davanti a quest'esternazione di esasperata "femminilità".
Libro divertente e scorrevole, dove l'assassino... è l'assassino, inutile girarci attorno, ma con un colpo di scena che sennò la storia sarebbe stata noiosa.
In realtà, avendo già letto il terzo per superficialità, so già come andrà a finire la storia. O forse no, perché mi manca ancora il quarto.
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