... l'influenza.
Va beh, sono partita già starnutendo a raffica, sono tornata con qualche linea di febbre, che nei maschi adulti e non sono altamente invalidanti mentre nelle femmine non se ne parla di chiamarla febbre, raffreddore e tosse secca, la più fastidiosa perché mi causa conati di vomito.
E per non farci mancare niente, una bella diatriba tra il distributore e il venditore della luce (anche detta energia elettrica). Il contatore non invia più da tempo la telelettura, schiacciando i pulsanti non si vede nulla sul display, ho ricevuto una raccomandata che mi diceva che nel caso il contatore elettronico non consentisse la visione dei consumi avrei dovuto contattare il mio venditore che, invece, mi dice di chiamare l'ufficio guasti del distributore, che mi dice che il numero verde da me contattato è per le emergenze relative all'interruzione dell'energia.
Per cui è partito un bel reclamo con la copia della raccomandata ricevuta, dove ho evidenziato che devo contattare il venditore (e che sarà lui ad aprire la segnalazione al distributore). Ovviamente il tutto dopo un numero ormai imprecisato di telefonate a numeri verdi, call center, interlocuzioni con risponditori automatici, "prema 1 per, 2 per, faccia un salto, faccia un altro, faccia la riverenza che questa è una vera penitenza".
UCAF.
Non sapete cosa sia l'UCAF? Studiate! (direbbe un pseudogiornalista della tv di stato).
Nel frattempo, sono riuscita a scaricare il buono n. 2 di 4 per utilizzare in parte il welfare aziendale, buoni richiesti almeno 3 settimane fa, che mi servono per una sostituzione tecnologica ormai diventata indispensabile. Quelli invece per fare la spesa dove vado sempre, disponibili in minuti.
E se oggi non ho ancora scomodato qualche santo, è un miracolo.
















