lunedì 12 dicembre 2016

Un modo alternativo per pulire:

allagare la casa.
Non per colpa mia, sia chiaro, stavolta nessuna negligenza (almeno spero) mia ma di chi venerdì mi ha montato il nuovo impianto di depurazione e gasatura dell'acqua in cucina.
Il tempo di andare a Messa, stamattina, e tornare dopo un'ora e trovare cucina, sala, ingresso e inizio del corridoio allagati.
Via di stracci (tanti, tantissimi), spazzoloni, secchi, pinze e chiavi a pappagallo per chiudere i rubinetti calcificati dal calcare, imprecazioni, acqua che continua a correre, bacinelle che si riempiono e acqua che corre, che non fermi, che va dove vuole lei e speriamo che non arrivi al piano di sotto, e l'idraulico che chiami sempre che è in vacanza a Genova, e quelli che conosce l'amministratore che non rispondono al telefono, e quelli che conosce tuo suocero che non rispondono nemmeno loro (saranno mica gli stessi) e tu che ti ingegni a chiudere, e le parolacce che affiorano alla tua mente ed esplodono dalla tua bocca, e i ragazzi che hanno avuto la prontezza di spirito di mettere le bacinelle appena entrati e di lanciare stracci un po' dappertutto, un po' divertiti e un po' spaventati, e le ciabatte con le settemila spine attaccate su che non si dovrebbe fare ma che ormai, dipendenti dai caricabatterie e dai pc e dagli elettrodomestici e dalle lucine natalizie abbiamo sparse ovunque e tutti, tutte pericolosamente vicine all'acqua (e Dio ce l'ha mandata buonissima, non buona!), la sciatica che ti blocca da tre giorni devi ignorarla mentre ti pieghi sotto il lavandino o a strizzare stracci o a svuotare bacinelle e secchi.
E passa un'ora e più, al pranzo non ci hai pensato prima di uscire e ora non ne hai nemmeno voglia, c'è un fast food non troppo lontano, un hamburger con patatine va bene a tutti.
Torni a casa, i pavimenti ormai asciutti ma tutto sottosopra, le sedie sopra il tavolo, un rivolo di acqua che continua ad uscire da sotto il divano, e sposti i divani e ripulisci nuovamente, le mani ormai secche, la schiena che non senti nemmeno più dal dolore, i ragazzi più tranquilli e meno collaborativi.
Pensi che volevi stirare, stamattina, e invece hai seguito l'undicenne in francese e storia, che volevi finire di riordinare il caos post decorazioni natalizie e invece devi fare ancora il cambio guardaroba e scarpiera, i sandali infradito che fanno l'occhiolino ogni volta che apri l'anta della scarpiera, il top senza maniche che ti guarda sfidandoti ad usarlo invece del maglioncino a V di pura lana....
Insomma, una domenica decisamente alternativa!

1 commento:

  1. L'importante che sia andato tutto a posto, dai coraggio!

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